Il cav. Petrali in Sicilia

di Diego Cannizzaro

Veduta di Ragusa Ibla
(fotografia di A. S., CC BY 2.0)

Il legame tra il cav. Vincenzo Petrali e la Sicilia è molto forte ed è conseguenza dell’altrettanto forte legame tra gli organari Serassi e la Sicilia. Al tal proposito, scrive Giosué Berbenni:

In Sicilia, l’organo serassiano, trova notevole successo, non solo perché meccanicamente innovativo e ricco di molteplici risorse sonore ma anche perché impiantato nella nobile realtà organaria sicula: rigorosa, ricca di originalità e di lunghe tradizioni storiche. […]
Il rilevante numero di organi Serassi presenti nell’Isola, indica indubbiamente un’intelligente adesione dei siciliani non solo alla qualità e all’innovazione, ma alla tradizione e al farsi interprete, con un nobile linguaggio sonoro, delle preghiere del popolo e delle vicende umane.
Benché sia tanta la distanza con Bergamo sede della loro fabbrica d’organi ‒ circa 1400 chilometri via terra e via mare ‒ possiamo dedurre che i Serassi si trovavano bene con i siciliani: ambiente aperto, sincero, cordiale e di grande impatto emotivo. […]
Già portavoce del melodramma, l’organo Serassi sa interpretare al meglio l’estetica sonora di Vincenzo Bellini (1801-1835), massimo rappresentante dello spirito operistico siculo e del bel canto italiano. La musica del grande operista è un singolare connubio tra classicità e romanticismo.
Il punto di raccordo fra i due stili è la melodia, che senza venir meno a una classica sobrietà crea atmosfere sognanti e malinconiche, vicine al romanticismo del tempo. Ciò che l’estetica sonora serassiana sa esprimere.

Petrali fu senza ombra di dubbio il miglior interprete dell’estetica serassiana nella seconda metà del XIX secolo e, per tale motivo, venne probabilmente individuato come tale dai siciliani che si erano appassionati a questo tipo di organo.

La prima visita documentata di Petrali, benché parecchio scarna di riferimenti precisi, fu prima dell’unità d’Italia. Fu anche tribolata e condizionata da eventi esterni poiché, recatosi a Catania nel 1859 per collaudare l’organo del convento dei Padri Minoriti, a causa dei rivolgimenti politici, fu costretto a fermarsi in Sicilia per ben nove mesi. Durante questa permanenza forzata ebbe l’occasione di visitare Ragusa, Nicosia e Palermo dove collaudò l’organo della chiesa dell’Olivella.
L’organo di San Michele Arcangelo ai Minoriti è uno degli strumenti realizzati da Serassi più importanti e meglio conservati grazie al restauro portato a termine da Italo Marzi nel 1997.
Inserito in una splendida cassa neogotica, lo strumento ha due tastiere di 61 note (Do1Do6) ed una pedaliera di 17 note (Do1Mi2). I 55 registri hanno la tipica disposizione ottocentesca con la piramide del Ripieno che principia dal Principale 16’ per giungere alla Quadragesima e Quadragesimaterza. Presenta una ricchissima tavolozza di registri da concerto e anche la tastiera dell’Eco espressivo presenta grande ricchezza timbrica. L’organo riscosse tanto successo presso i catanesi, i quali in più occasioni criticarono altri strumenti presenti in città a loro dire troppo deboli sonoramente.
L’organo Serassi dei Minoriti fu a lungo un punto di riferimento per la città e lo strumento principe per rievocare le melodie belliniane.

L’organo Serassi della Chiesa di San Michele Arcangelo ai Minoriti in Catania
(fotografia di Diego Cannizzaro)

Le frequentazioni catanesi durante la prima visita di Petrali in Sicilia furono anche stimolo per la composizione di un oratorio intitolato “Debora”, su testo di Salvatore D’Arrigo, ispirato all’episodio biblico della profetessa israeliana che guida il popolo ebraico alla vittoria contro Sisara. Pur essendo stato scritto intorno al 1859, l’oratorio, da cantarsi nella piazza della regia università degli studi per la ricorrenza della festività della gloriosa vergine catanese Sant’Agata venne in realtà rappresentato a Catania soltanto 1880. Dell’oratorio non si sono ritrovate le musiche a differenza di una copia del libretto custodito presso la Biblioteca Zelantea di Acireale.1ALDO SALVAGNO, DIEGO AMBROSIONI, Vincenzo Antonio Petrali, il “Principe degli organisti”, Biografia, epistolario e catalogo delle composizioni, LIM, Lucca, 2025, pp. 487-488 e 766

Decisamente più influente fu la seconda presenza di Petrali in Sicilia in occasione delle grandi installazioni che Ferdinando Serassi e Casimiro Allieri realizzarono a Ragusa e dintorni. La presenza di Petrali sarà, infatti, decisiva nelle fasi finali della costruzione dell’Organum Maximum di Ragusa Ibla.

Chiamato dal Rmo. Sig.r Vicario/ D.n Emmanuele Ottaviano ad esaminare e/ sperimentare il nuovo grandioso Organo/ or’ora costrutto dalla rinomata Ditta/ Serassi rappresentata dal comproprietario/ Sig.r Casimiro Allieri di Bergamo in/ questa Insigne Chiesa Matrice, il/ sottoscritto si è trovato in oggi sul luogo/ e munito della relativa scrittura di/ Contratto, ha portato il più diligente/ e scrupoloso esame al d.to Organo sia/ nella parte meccanica, come nella parte/ acustica , sottoponendolo altresì a lungo/ e svariato esperimento, inseguito a che/ è ben lieto di poter dichiarare quanto/ segue, cioè:
L’Organo di cui trattasi è/ dei più completi e dei più grandiosi/ che si costruiscono in giornata anche/ nelle più vaste Cattedrali, e nella sua/ consistenza corrisponde esattamente al/ convenuto tanto nell’Organo/ principale/ come nell’Organo Eco come al dettaglio/ del succitato Contratto.
Anzi si è rilevato che la Ditta/ autrice premurosa del migliore effetto di/questa grandiosa sua Opera, ha trovato/ saviamente di aggiungere in più del/ convenuto quanto segue, cioè:
Contrabassi secondi di 16 piedi al pedale
Canne N. 12.
Nella parte meccanica si è rile=/ vato che tutto è costrutto coi più scelti/ e nuovi materiali, e che tutti i con=/ gegni sono lavorati con colla massima esat=/ tezza, e con tutta solidità da assicurare/ la massima durata, e tutta la prontezza/ e precisione di servizio sotto qualunque/ più ardua prova del suonatore.
Dal lato armonico poi questo/ grandioso Organo è così diligentato in/ ogni sua parte che nulla lascia a/ desiderare di meglio. ____ Il Ripieno,/ solenne e maestoso, è insieme robusto/ e dolce ____ . Tutti i bassi del Pedale/ sono di voce robusta e ben distinta. __/__ . Ciascuno dei molti Istromenti è/ imitato così al vero da rappresentare una/ compiuta Orchestra.  Per il che tutto, il/ sottoscritto/ non esita a dichiarare che questo gran=/dioso Istromento è ben meritevole/non solo della piena sua collaudazione,/ ma anche di speciale encomio al Sig.r/ /Casimiro Allieri che seppe così in=/ gegnosamente condurre e pressoché cre=/ are con lunghi studj questa grandiosa/ opera, veramente degna di lode.
2DIEGO CANNIZZARO, L’Organum Maximum Serassi Allieri del Duomo S. Giorgio in Ragusa Ibla, Ass. G.Serassi, Collana d’arte organaria Vol. LXXVI, Guastalla (RE), 2022, p. 29 e seguenti.

Così si esprimeva il 14 marzo 1882 il nostro al termine di lunghe ed esaustive sessioni di restauro col corredo finale di complimenti all’organo tra i più completi e grandiosi costruiti fino ad allora. A Ragusa Ibla si era appena compiuta un’opera notevole, per certi versi unica, che rappresenta il culmine dell’estetica costruttiva dei Serassi.

Tutto aveva avuto inizio nel 1880 allorquando Ferdinando Serassi propose il progetto di generale riforma e di trasferimento dell’antico della chiesa di San Giorgio presso la Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, sempre a Ragusa Ibla.3Nella chiesa di San Giorgio esisteva già dal 1785 un organo costruito da Giacomo Andronico. Entrambi gli organi verranno realizzati con estrema cura e perizia. Il 15 marzo 1882, esattamente il giorno dopo il collaudo del Maximum, Petrali sottoscrive il collaudo dell’organo della chiesa delle Anime Sante del Purgatorio:

Ragusa Inferiore, 15 marzo 1882
Per giudicare sul modo di costruzione e sulla riuscita dell’organo, or ora nominalmente riformato dalla Ditta Fratelli Serassi e Casimiro Allieri di Bergamo, in questa veneranda chiesa del Purgatorio, il sottos.to venne in oggi ad esaminare l’organo stesso ed a sottoporlo a lungo e svariato esperimento, in seguito a che è bel lieto di poter dichiarare,
come
Dichiara
Che l’organo stesso è lavorato a tutta regola d’arte con nuovi e scelti materiali nella parte di nuove aggiunte; come è stato diligentato nella perfetta riduzione delle parti conservate, per modo che risulta come organo nuovo interamente e di un sol getto.
Fin qui per ciò che riguardala parte meccanica.
Sulla riuscita poi della parte armonica, il sottos.to non può a meni di tributare il dovuot elogio all’egregio sig. Casimiro Allieri, il quale nulla ha risparmiato per ottenere il più felice risultato.
L’organo di cui trattasi è riuscito perciò di un Ripieno bensì robusto, ma di voce omogenea e pastosa, e con una Istrumentazione assai bene condotta coi diversi caratteri di voce di ciascuno degli istrumenti che riescono perciò di perfetta imitazione del registro di cui portano il nome.Per il che il sottos.to pronuncia senza esitanza la più ampia collaudazione del sud.° organo a meritata lode della rinomata ditta che ha compiuto un’opera degna del suo nome; d’altronde per un prezzo veramente di cortesia.

In fede
Vincenzo Petrali

L’organo Serassi della Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio in Ragusa Ibla
(fotografie di Diego Cannizzaro)

Sia il Maximum che l’organo del Purgatorio vengono quindi collaudati con i migliori complimenti di Vincenzo Petrali ma, in realtà, qualche piccola modifica venne apportata al progetto del Maximum: le Trombe a squillo previste alla tastiera dell’Harmonium, forse immaginate all’esterno dei grigliato che chiude il tergale, vennero collocate all’Organo Maggiore così come la Voce Angelica, originariamente prevista all’Organo Maggiore, venne alla fine collocata opportunamente all’Organo Eco.
A partire dalla data del collaudo partono i cinque anni di garanzia dello strumento, come previsto nel contratto. Il 26 maggio 1882 Casimiro Allieri sottoscrive un’ulteriore carta dichiarando che

[…] sebbene per scrittura d’oggi stesso tra me ed i rappresentanti la Chiesa sudetta appaia pienamente collaudato il detto organo, e liquidato diffinitivamente il dare ed avere, prima è stato stabilito da noi ciò che il Cavaliere Vincenzo Petrali collaudatore dell’organo ordinò avere: cioè il trasporto della tastiera, per cui per la presente riconosco dovere trasportare la tastiera dell’Eco sotto le due attuali dell’armonio ed organo principale avanzando così tutto il meccanismo ed organo eco; e ciò per dare maggiore effetto allo stesso. Questo lavoro mi obbligo eseguire e dare compiuto nel mese agosto del corrente anno, e per fare lo stesso non ho altro dritto di conseguire dalla Chiesa che l’alloggio e spese di cibaria per tutto il tempo del lavoro per me e pel garzone, ed il salario pel solo garzone sudetto a lire sei e centesimi cinquanta per giorno. In caso di mio inadempimento mi sottopongo a tutti i danni interessi e spese.4CANNIZZARO, cit., p. 45

Non si può non collegare la realizzazione dell’Organum Maximum di Ragusa Ibla con le Norme generali sul modo di trattare l’organo moderno proposte da Giambattista Castelli cogli esempi in musica del Maestro Vincenzo Antonio Petrali,5Edito a Milano nel 1862 da F. Lucca. pubblicato nel 1862 esattamente vent’anni prima la conclusione dei lavori del Maximum.
Il trattato del Castelli suggella e definisce in maniera organica l’estetica costruttiva degli organi Serassi e individua in Vincenzo Antonio Petrali l’organista che meglio di tutti possiede le chiavi di interpretazione di questo tipo di organo.
I preziosi suggerimenti del Castelli e le minuziose ed eleganti6Gli esempi musicali di Petrali sono tutti informati ad un linguaggio musicale molto elevato ma, al tempo stesso, esplorano tutte le risorse degli organi Serassi valorizzandole appieno: Petrali avrà voluto confermare l’assunto del Castelli circa l’opportunità di mantenere sempre un linguaggio appropriato al luogo sacro. A conferma di ciò va anche sottolineato che non vi sono indicazioni di uso della Grancassa negli esempi musicali pubblicati. esemplificazioni di Petrali si riferiscono agli strumenti di scuola Serassi, classificandoli in piccoli, medi e massimi. I primi due sono ad una sola tastiera, i massimi sono a due tastiere.
Il Maximum di San Giorgio, invece, già dalla sua concezione doveva superare gli organi costruiti da Serassi e catalogati come massimi dal Castelli; ci sono tutti i registri del trattato ad eccezione del Flauto in XII e il Cornetto dell’Eco ma troviamo in più la Cornamusa Soprani, la Voce Umana Soprani e quattro file di Violini all’Eco, un Flauto a cariglione all’Armonium e i raddoppi della Trigesimaterza, Trigesimasesta, Quadragesima e Quadragesimaterza all’organo principale. Troviamo la Violetta soprani all’Harmonium invece che all’Organo Principale così come pure il Clarinetto sta all’eco in luogo dell’organo principale. La terza tastiera del Maximum viene realizzata mutuando registri che normalmente dovrebbero stare all’Organo Eco.

Tentando di immaginare tutte le prove che effettuò Petrali durante il collaudo del Maximum e prendendo come riferimento gli esempi da lui composti per il trattato del Castelli, notiamo che la realizzazione della terza tastiera avrà stimolato il principe degli organi principalmente negli effetti di eco. Petrali già manifesta una grande inventiva e fantasia nei giochi di imitazione sfruttando a fondo le risorse delle due tastiere, della combinazione alla lombarda e dei pedaletti di richiamo ma a Ragusa avrà avuto la possibilità di creare ben sei ripartizioni (tre ai bassi e tre ai soprani). A titolo esemplificativo, proviamo ad immaginare gli esempi n. 25 e n. 26 pubblicati nel trattato del Castelli: il duetto tra Fagotto e Corno Inglese sull’organo principale accompagnato dalla Viola del secondo organo (n. 25) può essere ulteriormente arricchito e da duetto potrà passare in un baleno in un terzetto accompagnato. L’uso contemporaneo delle due tastiere colla mano destra (n. 26) può essere immediatamente ampliato con qualche ulteriore effetto di eco e la Grande Suonata che corona il trattato può essere resa in maniera ancora più esuberante e sgargiante di colori e timbri.

Ultima considerazione, ma non ultima: le quattro file di violini all’organo eco espressivo, che invano rintracceremmo nel trattato del Castelli, segnalano inequivocabilmente l’evoluzione del gusto musicale verso timbri che possano valorizzare al meglio certe scritture cromatiche che intanto si erano imposte nella letteratura orchestrale. Restavano ancora le divisioni della tastiera e i limiti dell’estensione della pedaliera ma da lì a poco Casimiro Allieri si sarebbe spinto più in avanti con l’organo di San Giorgio a Modica.

Nel frattempo, a seguito della costruzione dell’Organum Maximum di Ragusa Ibla, fiorisce una scuola d’organo di tutto rispetto le cui vicende sono state riassunte in uno studio del can. Ignazio Nifosì.7Studio dattiloscritto e mai pubblicato.
Vincenzo Petrali aveva indicato in Giacomo Zacchi da Iseo un valido organista per tenere il posto di titolare del Maximum e, al tempo stesso, per impegnarsi anche nella formazione di giovani organisti. Il Petrali aveva altresì suggerito l’istituzione di una scuola su modelli già adottati in alcune Diocesi venete e lombarde. La scuola di Zacchi, prevista in un primo momento per i due chierici, risultò molto attrattiva perché aveva un piano di studi ben congegnato. Gli studi di Vincenzo Petrali per l’organo8Studi per l’organo moderno composti dal Maestro Vincenzo A. Petrali sulla norme porposte da Giambattista Castelli, Milano, F. Lucca. erano il fondamento tecnico su cui lavoravano gli studenti con studi per i manuali, per la pedaliera e per la registrazione; lo studio dell’armonia, invece, si basava sui bassi del Fenaroli. I provetti organisti proseguivano la loro formazione sui Ricercari di Petrali sì da padroneggare sia la scrittura contrappuntistica che quella accordale. Le lezioni venivano effettuate a giorni alterni sull’organo della chiesa delle Anime Sante del Purgatorio ma non si trascurò il repertorio organistico antico con lezioni tenute sull’organo dell’Immacolata costruito da Francesco Bombaci nel 1704 e dotato di ottava corta e pedaliera scavezza. Dopo tre anni, i migliori allievi, grazie a borse di studi offerte da mecenati, avrebbero dovuto essere indirizzati al Petrali stesso per perfezionarsi nella composizione organistica e nella tecnica di registrazione.

Tra i più brillanti allievi di Zacchi citiamo: Antonio Terranova che assumerà l’incarico di organista della cattedrale di San Giovanni in Ragusa e Gaudenzio Battaglia, nipote del canonico Giorgio Battaglia, Camerlengo Amministratore della Chiesa di San Giorgio e della chiesa della Anime Sante del Purgatorio.

Gaudenzio nacque nel 1872 e manifestò giovanissimo una naturale inclinazione per la musica. Apprese i primi elementi dallo Zacchi, ma andò in seguito a Piazza Armerina per studiare sotto la guida del Maestro Roberto Remondi, da dove nel 1890, appena diciottenne, fu richiamato dallo zio Canonico Battaglia per prendere il posto del maestro Zacchi che, dopo otto anni di permanenza a Ragusa, se ne tornò a Bergamo. Oltre al posto di organista del Duomo di San Giorgio, Gaudenzio Battaglia proseguì anche l’attività didattica di Zacchi cosicché la scuola organistica ragusana continuò ad essere molto attrattiva. Oltre all’impostazione data da Petrali e Zacchi, Battaglia fece sviluppare la tecnica moderna della pedaliera con l’adozione degli studi di Roberto Remondi e Marco Enrico Bossi. Agli organi del Purgatorio e dell’Immacolata, si aggiungerà pure l’organo dei Cappuccini dotato di pedaliera di 27 tasti idonea allo studio della tecnica moderna della pedaliera.

Uno dei più stretti collaboratori di Casimiro Allieri fu Giorgio Gaudenzio Giummarra, organaro ma anche organista e allievo di Petrali negli anni in cui fu insegnante presso la Pia Scuola Musicale di Bergamo.9ALDO SALVAGNO, DIEGO AMBROSIONI, cit., p. 373 Al ritorno a Ragusa sarà sempre un punto di riferimento per la manutenzione del Maximum e di altri strumenti della zona.

Facciata del Duomo di San Giorgio in Ragusa Ibla
(fotografia di archeoseby, CC BY-NC-ND 2.0)

L’organo del Duomo di San Giorgio in Ragusa Ibla, come già scritto, reca la doppia firma di Ferdinando Serassi e Casimiro Allieri e in Sicilia materialmente risiedeva l’Allieri che tenne pure i contatti diretti con la committenza. Casimiro Allieri, nato a Bergamo il 21 ottobre 1848,10Vedi, G. BERBENNI Allieri, Casimiro (1848-1900) in Dizionario Biografico Organari Italiani, Associazione Culturale G. Serassi, www.serassi.it. Vedi pure D. CANNIZZARO, Casimiro Allieri. Il genio all’ombra dei Serassi, «Arte Organaria Italiana», anno XV (2023), Ed. Ass. Serassi, Guastalla (RE), pp. 113-157. nel 1878 apre la bottega siciliana in società  con il giovane Ferdinando Serassi II (1855-1894) con la ragione sociale R.a Fabbrica Nazionale Privilegiata d’Organi  /  Ditta F.lli Serassi Diretta da Serassi Ferdinando  & Allieri Casimiro  /  Bergamo.
Con tale dicitura viene firmato l’organo di San Giorgio, delle Anime Sante del Purgatorio e di altri strumenti nel ragusano.

Nel 1885 rileva la quota di Ferdinando II Serassi e intraprende un’opera grandiosa: l’organo il Duomo di S. Giorgio in Modica, strumento straordinario di 16 piedi a trasmissione rigorosamente meccanica di quattro tastiere di 61 tasti e pedaliera di 27 note.

Ѐ la naturale evoluzione dell’Organum Maximum di Ragusa Ibla da cui mutua l’impianto fonico, l’intonazione dei registri labiali e ad ancia, le pressioni e l’equilibrio tra i differenti corpi d’organo. Ad un primo colpo d’occhio colpisce l’ampliamento della pedaliera a 27 note ed il ribaltamento della disposizione delle tastiere superando un’evidente difficoltà che l’Organum Maximum di Ragusa Ibla offre all’organista: qui l’organo maggiore è collocato nella tastiera in alto ma l’organista ha la pedaliera appena visibile e i pedaletti di richiamo dei registri e degli accessori totalmente nascosti. La normale disposizione serassiana con organo maggiore alla tastiera superiore ed organo eco all’inferiore non crea problemi di visibilità dei pedaletti, ma la presenza della terza tastiera nel Maximum di Ragusa crea non poche difficoltà di adattamento.
A Modica, Casimiro Allieri distribuisce i registri propri dell’organo maggiore alla prima e alla seconda tastiera, l’organo eco espressivo alla terza e l’armonium alla quarta: oltre ad essere una disposizione ben più comoda per l’organista, assomiglia decisamente alla distribuzione delle tastiere degli organi d’oltralpe. Casimiro Allieri aveva avuto un’intuizione formidabile che avrebbe fatto progredire l’organo italiano ai livelli delle migliori scuole costruttive europee senza discostarsi punto dalla tradizione di casa nostra.
Anche l’organo di Modica ebbe Petrali come collaudatore d’eccezione:11ALDO SALVAGNO, DIEGO AMBROSIONI, cit., pp. 674-675

L’Anno 1888 il giorno 5 Aprile in Modica.
Io qui sottoscritto Vincenzo Petrali, nella qualità di maestro di musica, e professore del Liceo musicale di Pesaro, ivi domiciliato, essendo stato invitato dal Signor Governatore della Società delle Cento Messe, dentro la Madre Chiesa di San Giorgio di Modica, per collaudare l’Organo Massimo, di cui fu concessa la costruzione ed esecuzione al costruttore Signor Casimiro Allieri di Bergamo, a trattativa privata, con verbale in forma amministrativa del dì 11 agosto 1885, approvato dalla Onorevole Deputazione Provinciale di Siracusa il 6 dicembre detto anno, registrato il 15 accennato mese al N. 826; mi sono accinto ad eseguire tale incarico, e dietro di avere richiesto al Signor Governatore il relativo progetto, ho esaminato e provato detto Organo durante quattro giorni di mia dimora in questa.
Da prima osservando il progetto compilato dai signori Cav. Giovanni Ciaceri e M.° Pietro Floridia, B.llo Napolino, sotto li 11 agosto 1885, trovo che questo progetto presenta una riforma nel cosiddetto ripieno; riforma consigliata dalla Sacra Congregazione dei Riti, accettata dai Congressi Musicali, consistente:

  1. Nella soppressione dei registri sopracuti e stridenti, che gridano nei ripieni degli organi usuali.
  2. Nell’aumento dei cosiddetti Principali, o registri Gravi. Questa riforma che io ho già fatto eseguire nel mio organo di Pesaro, e che propugnerò sempre come artistica e razionale, dà allo strumento una severità calma e maestosa, conforme all’ambiente religioso; un volume di voce mai stridulo, ma equilibrato e pastoso, come deve essere il vero carattere dell’organo.

Una seconda particolarità che nel succitato progetto è degna di considerazione è la pedaliera distesa di 27 pedali cromatici, ciò che permette all’organista la esecuzione dei pezzi di stile legato, ed aumenta immensamente le risorse dello strumento.
Trovo ancora che la intera massa strumentale è intelligentemente compartita su quattro manuali o tastiere, ciò che permette la più grande varietà alle combinazioni dei registri; aggiungo anzi, che questa particolarità è unica in Italia, non essendovi nessun organo, che abbia più di tre tastiere.
Dallo insieme dunque resulta una grandiosità, ed una solennità direi quasi unica, che rende questo istrumento fra i più grandi, i più completi, e soprattutto i più acusticamente equilibrati, che esistono in Italia.
Questo quanto al progetto che mi è stato presentato.
Quanto all’esecuzione pratica di esso, affidata al costruttore Signor Casimiro Allieri, trova che lo esecutore si è strettamente conformato al progetto, eseguendolo con cura anche nei dettagli. Egli ha impiegato materiali di buona qualità, meccanismi solidi ed accurati nei singoli registri di strumentazione, ha indovinato e reso bene il carattere speciale di ciascuno di essi, e nelle grandi complicazioni di una orditura così grandiosa, ha saputo trovare una meccanica rispondente allo scopo, spesso anzi ingegnosissima per la deficienza dello spazio concessogli.
In questo ed in tutta la esecuzione del progetto ha dato buonissima prova della sua abilità nell’arte organaria, di intelligenti ritrovati in fatto di risorse meccaniche, ed in generale del suo ingegno di costruttore di organi.
Il detto costruttore Signor Allieri, ha anzi aggiunto uno strumento alla quarta tastiera riparto soprani, consistente in un Flauto a cammino di N. 37 canne, il quale strumento è stato approvato, e trovato razionale dell’intera Commissione di Collaudo.
Ciò premesso sono d’avviso potersi dare esecuzione a quanto si prescrive allo Art. 4° del citato verbale di convenzione.
Fatto il presente giorno mese ed anno come sopra, alla presenza dei signori Cav. Giovanni Ciaceri e M.° Pietro Floridia B.llo Napolino.

Petrali Vincenzo
Visto
Giovanni Ciaceri
Pietro Floridia
Modica, Tip. T. Avolio, 1888

Nell’aprile 1888 Vincenzo Petrali tenne ben quattro concerti consecutivi d’inaugurazione per la gioia del numeroso pubblico intervenuto.

La costruzione dell’organo di Modica non era partita con i migliori auspici poiché erano emerse diverse perplessità circa la grande mole dello strumento che avrebbe completamente ostruito un arco della navata della chiesa. La questione si sblocca definitivamente e a marzo del 1887, il Capitolo della chiesa così si esprime:12CANNIZZARO, cit.

Modica, li ventitre marzo 188sette
Riunitosi il Capitolo in quest’aula Capitolare dietro/ invito formale del Rev.mo Preposto Parroco di questa Madre Chiesa in data del 22 corrente sono/ Presenti: 1. Il Rev.mo Preposto Parroco D. Antonino Renda = [2.] Il cantore D. Antonino Turlà = 3. Il Teologale Giorgio Maria Ciaceri 4. Il Cancelliere Giacomo Bat-/taglia = 5. Il Canonino Innocenzo Tedeschi – 6. Canonico/ Federico Giannone = 7. Canonico Costanzo Failla/ 8. Canonico Vincenzo Morana = 9 Canonico Federico/ Vinzirillo = 10 Canonico Giovanni Assenza 11 ed/ il Canonico Giorgio Iacono.
Essendo in numero legale il Preposto Parroco/ assunta la presidenza, ha portato alla co-/noscenza del Capitolo che il Sig.re Governatore/ dell’Opera delle Cento Messe con lettera del/ 22 Marzo 1887 riguardante il collocamento/ dell’Organo grandioso maggiore in detta Madre/ Chiesa richiesta con qualche sollecitudine il giudizio del Capitolo
Il Capitolo
Dietro che diversi dei suoi membri presero la/ parola, ad unanimità deliberò che trattandosi/ di materia artistica, deve deferirsene il giu-/dizio a persone competenti, e tal uopo no-/minò i Signori Don Giovanni Ciaceri , Don/ Pietro Floridia ed Ingegnere Girolamo Napolino.
Così deliberato il giorno mese ed anno come sopra.

Con tutta probabilità la presenza del giovane ma già affermato Pietro Floridia ha dato l’impulso definitivo alla chiusura dei lavori dell’organo.13Pietro Floridia dedicherà a Vincenzo Petrali una Ouverture da concerto in Do maggiore per orchestra (vedi RAFFELE BUSCEMA, Cosa lega Vincenzo Petrali e Pietro Floridia; ALDO SALVAGNO, DIEGO AMBROSIONI, cit., pp. 659-660)

L’Organo Massimo di Modica sembra essere l’alter ego del Vincenzo Petrali maturo il quale, oltre alla grande sensibilità musicale, si qualifica come grande innovatore della tecnica della pedaliera e lo possiamo considerare come il primo organista italiano a sfruttarla a fondo.
Egli,14MICHELE BOSIO, Due storiche commemorazioni musicali nell’Alto Cremonese: Vincenzo Antonio Petrali (Crema, 1909) Marco Enrico Bossi (Castelleone 1926) in “Leo de supra Serio”, Castelleone, II 2008 n.2, pp. 227-254; ROBERTO COGNAZZO, Vincenzo Petrali: un organista al bivio, in “Arte Organaria e Organista, Ed. Carrara, Bergamo, anno XIII 2006 n. 3, pp.48-51; vedi pure MICHELE BOSIO, Vincenzo Antonio Petrali (1830 – 1889) ”Il principe degli organisti italiani”,  in “Arte Organaria e Organista, Ed. Carrara, Bergamo, anno XV 2008 n. 3, pp. 36-41 pur in un momento alquanto travagliato e contraddittorio per la musica d’organo italiana, tentò di attuare il suo ideale di riforma della musica sacra rispettando la tradizione dell’arte organaria italiana. Era attento alle dinamiche del suo tempo, seppe rinnovarsi e, dopo il 1880 (I° Congresso dell’Associazione S. Cecilia), evolvette il proprio stile compositivo nella direzione che si stava prendendo.
Petrali, tuttavia, nella diatriba spesso accesa che accompagnò il confronto tra i conservatori della tradizione organaria italiana e gli innovatori, non prese una posizione chiara e definita, alternò una decisa spinta progressista ben consapevole della necessità di una riforma alla musica organistica ma non rinnegò alcuni tratti distintivi della tradizione organaria italiana. Nella sua musica permarranno atteggiamenti ascrivibili talora all’uno, talora all’altro stile.
Poco alla volta gli strumenti con registri spezzati, pedaliera corta, ed effetti bandistici (come quelli realizzati dai Serassi e dai Lingiardi e collaudati da Petrali) vennero sostituiti da organi dotati di almeno due tastiere, di pedaliera completa e di registri interi.

Vincenzo Petrali influenzò tantissimo l’opera di Casimiro Allieri. Si erano già ampiamente confrontati in occasione del restauro dell’Organum Maximum di Ragusa Ibla15CANNIZZARO, cit. e si ritrovarono ancora una volta a Modica.
L’organo di Modica sarà stato uno dei suoi preferiti in assoluto e i quattro concerti inaugurali che tenne nel 1888 gli avranno donato grandi soddisfazioni.
La disposizione fonica dei quattro manuali di Modica sembra dipingere la personalità di Petrali progressista sì, ma profondamente legata alla tradizione. Troviamo l’esplicita tendenza nel superare la rigida demarcazione tra Bassi e Soprani: tutto il Grand’Organo ha registri che coprono l’intera tastiera, il secondo manuale e il terzo manuale hanno diversi importanti registri che coprono l’intera tastiera, il quarto manuale ha tre registri su cinque interi.

Cassa e cantoria dell’organo Casimiro Allieri del Duomo di San Giorgio in Modica
(fotografia di Diego Cannizzaro)

Casimiro Allieri aveva avuto un’intuizione formidabile che avrebbe fatto progredire l’organo italiano ai livelli delle migliori scuole costruttive europee senza discostarsi punto dalla tradizione di casa nostra.

Attualmente l’organo di Modica necessita di un restauro completo, l’organo di Ragusa, invece, è in piena efficienza ma in entrambi gli strumenti sembra che lo spirito di Petrali aleggi ancora e che l’eco delle sue magnifiche esecuzioni non sia ancora estinto tra le navate delle due chiese.

09/07/2026

NOTE

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