Gioventù (1830-1848): figlio d’arte e prodigio musicale

di Diego Ambrosioni e Michele Bosio

Vincenzo Antonio Maria Petrali nacque a Crema il 22 gennaio 1830 alle ore 3.00 da Giuliano Petrali e da Ortensia Spinelli.1Crema, Archivio Diocesano, Registro dei Battesimi, 1830, n. 27; ALDO SALVAGNO, DIEGO AMBROSIONI, Vincenzo Antonio Petrali, il “Principe degli organisti”, Biografia, epistolario e catalogo delle composizioni, LIM, Lucca, 2025, p. 7

La famiglia, il cui nonno era originario di Casalpusterlengo2Per ulteriori approfondimenti in merito, si veda il capitolo “Alle radici del cognome Petrali” in ALDO SALVAGNO, DIEGO AMBROSIONI, Vincenzo Antonio Petrali, il “Principe degli organisti”, Biografia, epistolario e catalogo delle composizioni, LIM, Lucca, 2025, pp. 3-8, risiedeva nella Contrada dei Civerchi al numero civico 1096 e facente parte della Parrocchia di San Benedetto in Crema.3MARIO PEROLINI, Vicende degli edifici monumentali e storici di Crema 2a parte, in «Insula Fulcheria», VIII, 1969,  pp. 82-84

Casa natale di Vincenzo Petrali a Crema (oggi via Civerchi, 13)
(fotografie di Simone Della Torre)

La musica era parte centrale nell’attività famigliare: suo padre Giuliano era organista del Duomo di Crema4Per ulteriori approfondimenti e relativo epistolario, si veda il capitolo “Giuliano Petrali, organista della Cattedrale di Crema” in ALDO SALVAGNO, DIEGO AMBROSIONI, Vincenzo Antonio Petrali, il “Principe degli organisti”, Biografia, epistolario e catalogo delle composizioni, LIM, Lucca, 2025, pp. 9-21, definito dal noto organaro bergamasco Giuseppe Serassi «giovane pieno d’armonia brillante, e di molta espressione nel sonare l’organo»5GIUSEPPE SERASSI, Sugli organi Lettere di Giuseppe Serassi, Bergamo, Stamperia Natali, 1816, p. 42, sua sorella Francesca era «maestra di piano»6ANTONIO CARNITI, Musica e Musicisti in Crema in «La Nuova Musica», XXII, settembre-ottobre 1917, n. 314-15, p. 44 e suo cugino Giovanni Bottesini (1821-1889)  fu celebre contrabbassista, compositore e direttore d’orchestra.

In questo contesto, Vincenzo ricevette la sua prima formazione musicale proprio sotto la guida del padre Giuliano, dapprima con lo studio del violino, poi della viola, del violoncello ed infine dell’organo.7CIRCOLO ARTISTICO BERGAMO, Vincenzo Petrali nel X anniversario della morte, Bergamo, Istituto Italiano d’Arti Grafiche, 1899, p. 1; ALDO SALVAGNO, DIEGO AMBROSIONI, Vincenzo Antonio Petrali, il “Principe degli organisti”, Biografia, epistolario e catalogo delle composizioni, LIM, Lucca, 2025, pp. 10-11

Infatti già all’età di 9 anni, il giovane Vincenzo fu impiegato come organista presso la chiesa dell’Ospedale e di San Benedetto a Crema. Le cronache raccontano anche che “essendo troppo piccolo per arrivare colle mani e coi piedi alla tastiera ed ai pedali, si faceva aiutare dalla madre, donna amorevolissima alla quale il Petrali diceva di dover tutto, giacché senza la sua assistenza, egli non avrebbe mai avuto la costanza di studiare come fece”.8N.N., Biografia e Bibliografia – Vincenzo Petrali in «Musica Sacra», XIV, febbraio 1890, n. 2, pp. 25-27

Successivamente, il padre inviò Vincenzo a Milano per proseguire gli studi presso la scuola musicale di canto e composizione che nel 1834 aveva fondato il compositore messinese Placido Mandanici. Di questo, ci informa il cremasco stesso in una lettera del 4 luglio 1875 indirizzata a Tito Ricordi.9La trascrizione della lettera è presente in ALDO SALVAGNO, DIEGO AMBROSIONI, Vincenzo Antonio Petrali, il “Principe degli organisti”, Biografia, epistolario e catalogo delle composizioni, LIM, Lucca, 2025, pp. 358-359. Per ulteriori approfondimenti, si veda il capitolo “La formazione musicale di Vincenzo” in SALVAGNO, AMBROSIONI, ivi, pp. 23-34

Non si hanno invece notizie dirette riguardo lo studio del pianoforte che Vincenzo compì privatamente con il maestro Antonio Angeleri, che all’epoca era un noto insegnante di detto strumento al Conservatorio di Milano, e questo può far pensare che l’incontro con Angeleri non avvenne mai.10La prima fonte in ordine cronologico da cui si ricava questa notizia è «Musica sacra, rivista liturgica musicale» (XIV, n. 2, febbraio 1890, p. 25), in occasione di una biografia su Petrali, scomparso da qualche mese. Questa notizia poi venne tramandata negli anni da una pubblicazione all’altra.

Fu poi affidato alla sapiente guida di un altro grande musicista cremasco, Stefano Pavesi (1779-1850), maestro di Cappella del Duomo di Crema, che lo guidò attraverso il rigore e la disciplina del contrappunto e della composizione musicale.
Di questo periodo conserviamo l’atto sottoscritto da Pavesi sugli studi compiuti:11Bergamo, Archivio Privato Eredi Petrali-Cicognara

Atto sottoscritto dal Maestro Stefano Pavesi sugli studi compiuti da Petrali
(Bergamo, Archivio Privato Eredi Petrali-Cicognara, fotografia di Diego Ambrosioni)

Petrali possedeva straordinarie doti musicali, tanto da poter passare con disinvoltura dal violino al violoncello, e conseguentemente poter accettare scritture teatrali per suonare in orchestra ciascuno di questi strumenti.12Il nome di Petrali come violoncellista scritturato in orchestra per la stagione di Carnevale 1846–47 a Crema automaticamente va ad escludere la sua presenza a Cuba, al teatro Tacón come pianista accompagnatore al fianco del cugino Bottesini e del violinista Arditi, come riportato da alcuni articoli contemporanei. Bottesini e Arditi infatti si imbarcarono da Genova il 2 settembre 1846 e giunsero a Cuba intorno al 15 ottobre e vi rimasero fino al 18 marzo per poi partire per gli Stati Uniti dove soggiornarono fino al 15 ottobre 1847. Risulta quantomeno improbabile pensare che in quelle settimane di autunno, il sedicenne Vincenzo potesse aver intrapreso in solitaria la traversata dell’oceano, che durava oltre un mese, per tornare poi a Crema in tempo utile per suonare durante la stagione di Carnevale.

Di questo periodo giovanile, allo stato attuale delle fonti e archivi disponibili, si conservano una decina di composizioni in forma manoscritta, prevalentemente di carattere sacro (per soli, coro, orchestra e organo) destinate all’ordinario della Messa datati fra il 1844 e il 1846 tra cui un “Chirie a quattro” per coro, orchestra e organo del 1844.13La maggior parte dei manoscritti musicali riguardante la produzione sacra è conservata presso il Fondo Musicale della Basilica Santa Maria Assunta di Gandino, la Biblioteca Comunale di Crema e la Biblioteca Civica Angelo Mai di Bergamo, di cui tratteremo in seguito in un contributo dedicato.
Si ha anche notizia dell’esecuzione, presso la chiesa cremasca di San Bernardino, di una sua Messa Solenne a grande orchestra nel 1845.14Nel già citato volume Vincenzo Petrali nel X anniversario della morte del 1899, è presente una nota con la seguente indicazione: «Vari pezzi autografi di questa Messa ed altri non pochi sono in possesso del Maggiore Cav. Giuseppe Zanchi, fratello all’Alessandro [suo carissimo amico] e figlio del maestro di musica Francesco Maria Zanchi, al quale dall’autore furono donati»

Da segnalare inoltre un “Laudamus: duetto per soprano e contralto con Oboè e Corno obbligati” del 1847 composto a Milano, 15Gandino, Fondo Musicale della Basilica Santa Maria Assunta e una raccolta di studi di contrappunto e armonia “per uso di Antonio Petrali” che comprende anche alcune fughe di Stefano Pavesi, Giuseppe Gazzaniga e Gioacchino Rossini.16Bergamo, Biblioteca Civica Angelo Mai

06/08/2023
aggiornamento 27/12/2025

NOTE

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